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data ultimo aggiornamento 16/10/2017
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il fascino delle stagioni

alcuni racconti

Il fascino delle stagioni (08/10/2012)


Le zolle appena rivoltate rilasciano un po’ di tepore e un buon profumo di terra. Gli uccelli, golosi, becchettano in cerca di qualche seme o piccolo insetto. Alcune stoppie, residuo dell’ultima estate, aspettano impazienti di essere rivoltate sotto terra dalla lama del grande aratro, che impavido squarcia il terreno, quasi volesse raggiungere profondità ignote. All’orizzonte una setosa foschia grigia abbraccia le colline e le montagne, velando il loro volto come il velo di una pudica sposa. Il sole, nei suoi ultimi sprazzi, sbuffando come un vecchio viandante al termine di un lungo cammino, rilascia ancora un po’ di calore. Le ombre si sono allungate e stirate pigramente, la traiettoria del sole sta scendendo. Ci pensa la brezza, a tratti tiepida e a tratti fresca, a ricordarci che il vecchio freddo è vicino e presto si farà sentire. Le foglie, femmine vanitose, si stanno cambiando d’abito, si tingono di giallo, non vogliono sfigurare nel cerimoniale dell’autunno, il quale si pavoneggia nel suo incantevole spettacolo melanconico. Nel suo cammino lento ma inarrestabile, il tempo ci regala il fascino delle stagioni, quattro fanciulle leggiadre che senza timore si scoprono pur di farsi ammirare. Queste fanciulle, con il balletto mutante dell’alternanza, si presentano sempre uguali ma pur sempre diverse.


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