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data ultimo aggiornamento 16/08/2016
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il foglio bianco

alcuni racconti

Il foglio bianco (19.10.10)

Era una fredda e buia sera d’autunno, il foglio bianco riposava ordinato all’interno dell’album da disegno. Quel foglio generato con fibre purissime (puro cotone), grana grossa, grammatura speciale (300g/m²), aveva grandi aspettative. Al momento della generazione i suoi colleghi invidiosi, quelli composti di cellulosa impura, gli avevano pronosticato, sfottendolo, un futuro grandioso: sarebbe finito nelle mani di qualche grande artista e sulla sua superficie sarebbe nato un capolavoro. Purtroppo, fino al quel momento si era solo annoiato, non aveva potuto vivere nulla di simile.
Quella sera, per vincere la lotta con la malinconia, mi decisi a riprovare a dipingere un paesaggio ad acquarello.
Dopo aver scelto un soggetto tra le vecchie cartoline e preparata tutta l’attrezzatura, mi apprestai all’opera.
I miei occhi guardavano incerti il foglio bianco, il quale tutto impettito restava immobile, io non riuscivo a immaginare l’esito. Poi la mano decisa cominciò a schizzare con la matita i primi tratti grossolani, da quel momento iniziava la liturgia. Con il pennello grande bagnai il foglio, il quale altezzoso e superbo cercava di non collaborare, poi piano piano, come una femmina accarezzata da mani sensuali, ha iniziato a contorcersi e come un puledro domato, ha iniziato a collaborare.
E allora, via di pennello largo, mescola di colore, più acqua, più tinta, pennello medio, una, due pennellate, un tocco di carta assorbente, un’aggiunta di colore sul fresco.
Prima le tonalità più tenui, gli orizzonti lontani, il cielo variegato. Poi le tonalità forti, il giallo, il verde, subito smorzati con il grigio, il nero; la carta assorbente che tamponava, alleggeriva e tutto come d’incanto prendeva forma.
L’orizzonte, il primo piano e gli alberi s’integravano in un paesaggio semplice ma coinvolgente, creando immagini eteree e velate. Erano bastati pochi minuti e quel foglio bianco inespressivo aveva preso forma e calore mostrando immagini reali e armoniose “quando il colore sposa l’acqua nasce un incanto poetico”.  
Finalmente il foglio, stressato dalla danza, si rilassava all’evaporare delle ultime gocce d’acqua, il miracolo si era compiuto, la mente aveva liberato la sua espressione.
Le immagini, ferme in pochi centimetri, quadrati si presentavano in una modalità romantica e melanconica.
Un velo d’emozione mi avvolse, quel dipinto di nessun valore mi sembrava una finestra sul mondo, una finestra che aveva permesso alle mie emozioni di uscire e liberare le sensazioni aggrovigliate dentro di me.

Che cosa splendida è l'acquarello per esprimere l'atmosfera e la distanza, cosicché i personaggi sono come circondati dall'aria e sembrano poterla respirare. (Vincent van Gogh)


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